“Risvegliano in noi l’esigenza e la capacità di rendere viva e operosa la fede con la carità. Se ognuno di noi, ogni giorno, ne fa una di queste, questa sarà una rivoluzione ! (Papa Francesco)
Da Gesù impariamo uno stile fatto di parole e azioni che, mentre correggono e insegnano, insieme salvano. Emblematico è l’episodio in cui Gesù stende la mano per salvare Pietro che sta sprofondando nelle acque e nel contempo gli dice: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. Gesù salva rimproverando e rimprovera salvando.
Nella vita della Chiesa la correzione fraterna, deve sempre essere un atto che unisce misericordia e verità, compassione e parresia, autorevolezza e dolcezza. Il tutto a partire dalla decisione di rompere con l’indifferenza. È bello il verbo “ammonire” che dà il titolo a questa opera. Deriva dal latino ad-monere = “ricordare”: l’ammonizione è un far ricordare ciò che si è dimenticato, è un riportare alla realtà chi se ne è allontanato. Se il peccato è dimenticanza di Dio e della sua volontà, una volontà che il peccatore conosce ma da cui si allontana, ecco che l’ammonizione dei peccatori si rivolge alla volontà debole di chi non ha saputo essere all’altezza della legge di Gesù.
La correzione è necessaria per non covare rancore nel nostro cuore: parlare alla persona che sbaglia, diventa l’antidoto contro il risentimento che può diventare odio. La correzione non serve solo al bene del fratello che la riceve, ma anche al bene di colui che la esercita. Questo però non basta. Chi si immette nella strada della correzione fraterna deve avere imparato a riconoscere il male che è in sé. Solo a questo punto potrà farsi carico del male del fratello. Solo quando avrò imparato a ricevere la correzione potrò dispormi ad esercitarla verso gli altri.
Infine, perché la correzione abbia successo, è indispensabile scegliere il momento opportuno, nell’evitare che sia l’unica maniera di rapportarsi a quella persona, nel far sì che la stima che il fratello ha di sé non diminuisca ma accresca.
Quando questo avviene, la correzione fraterna potrà procurare frutti di pace e di benedizione. E il nostro vivere sociale guadagnare in qualità.
(Don Roberto Davanzo)
