Messaggio del Papa per la 59.ma Giornata Mondiale della Pace 1° gennaio 2026

La pace non è un sogno. Non può essere imposta, né può essere fabbricata. Non è una questione di politica, né un equilibrio tra terrore e paura. “La via dell’ostilità reciproca e della distruzione nell’orrore della guerra è stata percorsa troppo a lungo, con i risultati deplorevoli che sono sotto agli occhi di tutti”.
La pace sta nel cuore umano. Il nostro, però, non è solo un cuore che ama la pace, ma è anche aggressivo verso sé stesso e verso gli altri. Siamo tentati di esercitare “dominio sugli altri”. E’ necessario intraprendere il disarmo del proprio cuore, nonostante la tentazione, di fronte all’orrore della nostra bellicosità, di abbandonare del tutto il desiderio di pace. Ognuno assuma la responsabilità della pace. Il Papa non invita solo al disarmo dei cuori e a un dialogo efficace, ma anche alla “via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale, smentita purtroppo da frequenti violazioni.
In ogni Paese, terribili ingiustizie, disuguaglianze e iniquità sistemiche causano sofferenze di vario genere a tantissime persone. Il Messaggio denuncia “enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati che vanno sospingendo gli Stati” nella preparazione e nella conduzione delle guerre. “L’ulteriore avanzamento tecnologico e l’applicazione in ambito militare delle intelligenze artificiali hanno radicalizzato la tragicità dei conflitti armati”. Come società, dobbiamo imparare a regolamentare i progressi tecnologici, in un’ottica di dignità umana e di maggiore giustizia.
Ma “la pace esiste”, scrive Papa Leone. Essa “ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince”. Il desiderio di pace del cuore umano può superare le nostre paure e le nostre pretese di dominio. Quindi, se noi vogliamo davvero la pace, dobbiamo fare i conti con la nostra aggressività interiore, e qui il “noi” non si riferisce solo ai leader politici, economici e culturali, ma a tutti noi. Il Messaggio sostiene che quel “disarmo integrale” proposto da Papa Giovanni XXIII, “si può affermare soltanto attraverso il rinnovamento del cuore e dell’intelligenza”. “Chi cede alla logica dell’inevitabile belligeranza non può farlo senza tradire la propria umanità, che anela profondamente alla pace” (S. Agostino).
“Ascoltate il grido dei vostri popoli che invocano pace!”
Serviamo la vita, il bene comune e lo sviluppo integrale delle persone.
(Papa Leone)
